Ricetta Lischi con salsiccia

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Ricetta lischi con salsiccia

Un’erba molto resistente che riesce a crescere praticamente ovunque…

La Barba di Frate, detti anche lischi, sono una pianta rustica, che cresce con facilità nei terreni poveri.

ricetta lischi con salsiccia

E’ resistente all’attacco dei parassiti e delle malattie è naturalmente predisposta alla coltivazione con il metodo biologico.

In cucina è più versatile di quanto si possa pensare.

Come contorno si può cuocere brevemente al vapore, e condirla a piacere con un buon olio extra vergine di oliva e pochissimo sale, oppure saltarla in padella con aglio e scorzetta di limone. Ottima anche come condimento per gli spaghetti assieme a pomodoro e acciughe oppure per un rustico piatto unico con cipolla e salsiccia. 

Un piatto semplicissimo ma che fa sgranare gli occhi a chiunque lo si presenti!

Porta la romagna in tavola direttamente a casa tua imparando questa ricetta: I lischi con salsiccia!

Ingredienti ricetta lischi con salsiccia

  • 500 g di barba di frate (lischi o agretti)
  • 100 g di salsiccia  ( in alternativa pancetta o speck a cubetti)
  • 1 cipolla
  • 50 g di burro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • sale e pepe qb

Preparazione ricetta lischi con salsiccia

Pulite la barba di frate eliminando la radice e il pezzettino legnoso che la accompagna e lavate accuratamente le parti verdi.

Lessatela in poca acqua salata per 10 minuti, quindi sgocciolatela e strizzatela.

Tritate la cipolla, riducete la salsiccia (o pancetta o speck) a cubetti e versate il tutto in una padella dove avrete fatto fondere il burro.

Mescolate, versate 1/2 bicchiere di vino bianco secco e fatelo sfumare a fiamma vivace.

Quando la cipolla sarà diventata trasparente unite la barba di frate, fate cuocere per 15 minuti regolate di sale e pepe e servite.

Anche questa volta è stato facilissimo no?

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Ricetta Vov Romagnolo

ricetta vov romagnolo

Durante le serate più fredde non c’è nulla di meglio che un trucchetto inventato nella zona di Ravenna! La ricetta Vov Romagnolo!

Se è difficile? No, è facilissimo e puoi benissimo farcela senza avere troppa esperienza in cucina!

INGREDIENTI RICETTA VOV ROMAGNOLO: 

1,5 litri di latte
400-450 g di zucchero
2 stecche di vaniglia
8 rossi d’uovo,
220 g di alcool puro
270 g di marsala all’uovo (non secca)

PREPARAZIONE RICETTA VOV ROMAGNOLO:

Inizia bollendo il latte con lo zucchero e la vaniglia per 45 minuti circa (il tempo di bollitura regola la densità…).

A parte mescola tra loro l’alcool e il marsala.

Aggiungili poi, lentamente, ai rossi d’uovo e mescolali energicamente.

Versa ora il composto ottenuto nel latte bollito, quando questo si è raffreddato.

Infine… mescola normalmente e filtralo con un filtro molto fine.

Si consiglia di agitarlo energicamente prima di servirlo.

Si può gustare freddo o a temperatura ambiente.

Visto? Nulla di difficile ma… sai che figurone con parenti e amici?

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Ricetta Cappelletti in Brodo Romagnoli

Ricetta Cappelletti in Brodo Romagnoli

Durante la tua vacanza a Riccione hai assaggiato quel piatto buonissimo e vorresti assolutamente riproporlo alle persone che ami conoscendo la ricetta dei cappelletti in brodo romagnoli ?

Bhe… ecco che il Riccione Beach Hotel viene in tuo soccorso!

INGREDIENTI RICETTA CAPPELLETTI IN BRODO ROMAGNOLI:

  • 1 Pomodoro
  • 2 Carote
  • 1 Cipolla
  • 1 Sedano
  • 1 Pollo
  • 4 L. Acqua
  • 2 uova
  • 200 g. di farina
  • Carne macinata (Cappone, Vitello e Maiale)
  • Formaggio Parmigiano
  • Sale
  • Pepe

PREPARAZIONE RICETTA CAPPELLETTI IN BRODO ROMAGNOLI – IL RIPIENO:

Nella preparazione di questo piatto si parte con il ripieno.

Con un coltello affilato ricava la carne dal cappone eliminando la carcassa e la pelle (potrai conservarli per il brodo).

Taglia la polpa ottenuta a cubetti e procedi nella stessa maniera anche con il vitello e il maiale.

Falli rosolare in una padella ben calda insieme al burro, girandoli spesso con una paletta fino a quando avranno preso leggermente colore.

ricetta cappelletti in brodo romagnoli ripieno

Ora puoi spegnere e aggiustare di sale e pepe.

Trita la carne ancora tiepida nel mixer insieme al parmigiano reggiano grattugiato, unendo anche l’uovo e frullando fino a ottenere un composto omogeneo.

Ricetta Cappelletti in brodo romagnoli ripieno

Possibilmente fai riposare il ripieno in frigorifero per 1 notte coprendo con la pellicola alimentare (operazione facoltativa, ma consigliata).

Se intendi invece utilizzarlo subito, ponilo in frigorifero fino a quando ti servirà.

PREPARAZIONE RICETTA CAPPELLETTI IN BRODO ROMAGNOLI – LA PASTA:

Prepara ora la pasta: in una ciotola, o su una spianatoia impastando le due farine insieme alle uova.

Fai una “fontana” con la farina con al centro l’uovo e impasta.

Dovrai ottenere una pasta liscia ed elastica che avvolgerai nella pellicola alimentare e farai riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.

ricetta cappelletti in brodo romagnoli pasta

Trascorso questo tempo, stendi la pasta secondo il metodo che preferisci: sulla spianatoia appena infarinata con il mattarello oppure con l’apposita macchinetta sfogliatrice.

ricetta cappelletti in brodo romagnoli pasta

Con una rotella tagliapasta ricava dei quadrati di 4 cm di lato.

Adagiaci al centro una piccola quantità di impasto.

ricetta cappelletti in brodo romagnoli impasto

Ora chiudili in questo modo: piegali ciascun quadrato a triangolo tenendo il vertice verso l’orizzonte.

Salda i lembi facendo pressione con le dita.

Prendi i due vertici inferiori tra pollice indice delle due mani, fai scorrere la pasta intorno al dito in modo che il vertice opposto si tenda e si rialzi e chiudi bene senza esagerare controllando che il cappelletto non drappeggi troppo.

Disponili a poco a poco su un vassoio ben infarinato.

ricetta cappelletti in brodo romagnoli impasto

Tuffa i cappelletti nel brodo ben caldo e ritirali in base al grado di cottura preferito trasferendoli nelle fondine.

Servi subito.

Credici… farai un figurone e avrai Riccione e l’aria di vacanza in casa tua!

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A presto!

Ricetta Passatelli Romagnoli

E’ impossibile non conoscere i famosissimi Passatelli Romagnoli!

Vuoi imparare a prepararli anche tu? Non ti resta che continuare a leggere allora…

La Ricetta Passatelli Romagnoli

ricetta passatelli romagnoli

INGREDIENTI RICETTA PASSATELLI ROMAGNOLI :

  • 200 g parmigiano grattugiato
  • 300 g pane grattato
  • 2 uova
  • 1 scorza limone grattugiata
  • q.b. sale
  • q.b. noce moscata

PREPARAZIONE RICETTA PASSATELLI ROMAGNOLI :

1 – Preparare una “fontana” con il pan grattato come faresti per preparare la pasta fatta in casa (in quel caso lo faresti con la farina) e riempire il centro con le uova;

Aggiungere il parmigiano, una grattata di noce moscata, la scorza del limone, sale (scarso, considerando il sapore forte del parmigiano) e un pizzico di pepe.

ricetta passatelli romagnoli

2 – Impasta bene il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo come vedi qui sotto nella foto!

ricetta passatelli romagnoli

Finora facile no?

3 – Ora lascia riposare l’impasto ottenuto per almeno una decina di minuti… (anche se sei impaziente ti tocca dargli un po di tregua… fidati, ne sarai contento/a una volta pronti :p )

4 – Ora prendi lo “Schiaccia patate” (caratteristico strumento per dare la forma tipica ai passatelli) e mettici dentro man mano l’impasto ottenuto pressando e ottenendo i tuoi primi passatelli, tagliandoli man mano con un coltello alla lunghezza desiderata.

ricetta passatelli romagnoli

E’ consigliabile fare quest’operazione appena prima di farli cadere nell’acqua che bolle per poi mangiarli.

Una ricetta facile ma che può portare Riccione e la Romagna a casa vostra in attesa di tornarci di persona alloggiando da noi al Riccione Beach Hotel, il B&B low cost per giovani e famiglie che vi fa fare colazione e Brunch fino alle 14:00!

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Ponte Romano Riccione – La Storia di Riccione

Il Ponte Romano Riccione

Ponte Romano Riccione

Nei pressi del cimitero vecchio di Riccione e non lontano dal porto, potete visitare un autentico ricordo di ciò che era Riccione all’epoca romana!

Il ponte romano Riccione.

E’ situato nei pressi della via Flaminia sul Rio Melo.

Il ponte Romano Riccione è testimonianza visibile della colonizzazione romana in questa zona.

Una testimonianza sull’importante asse di comunicazione dell’antica via consolare romana.

Di epoca incerta, fu restaurato nel XVII secolo dalle autorità pontificie.

Il ponte venne utilizzato fino agli anni ’30 del secolo scorso.

Riccione nasconde tanti monumenti e tanti ricordi delle epoche passate…

Per saperne di più visita il nostro articolo: “La Storia Di Riccione” e scoprili tutti!

Il Bosco della pioggia Riccione – La Storia

Siamo davvero fieri di potervi qui ed oggi raccontare la storia della celebre fontana “Il Bosco della Pioggia Riccione“!

Passeggiando per le vie di Riccione è impossibile non capitare nel celebre Viale Ceccarini Riccione!

(Se sei curioso/a di scoprire tutti i segreti e la sua storia ti basta leggere il nostro articolo di blog: La Storia di Riccione dove parliamo proprio di Riccione e la suo, appunto, cuore pulsante qui citato!)

Ovviamente dopo aver visitato i vari negozi e aver mangiato nei celebri ristoranti o gelaterie del “Salotto di Riccione” è immancabile il richiamo del mare e ci si fionda giù verso la spiaggia!

Ecco dove incontriamo la splendida fontana che da il benvenuto al famosissimo Piazzale Roma Riccione!

Ed ecco di cosa vi parliamo oggi!

La Storia del Bosco della Pioggia Riccione

Stiamo parlando di uno dei luoghi simbolo di Riccione, la fontana “Il Bosco della Pioggia”!

Il Bosco della Pioggia Riccione

Fu disegnata addirittura dal grande Tonino Guerra, storico sceneggiatore di Amarcord e braccio destro di Federico Fellini.

Realizzata dall’ artista Fausto Baldessarini, l’opera si sviluppa su 6 colonne elicoidali di vetro stratificato;

Queste, una volta colpite dalla luce, si colorano di tutte le sfumature del verde.

Scopo centrale dell’operazione:

  • Sostituire l’illuminazione esistente con prodotti a LED,
  • Migliorare i consumi e creare effetti suggestivi!

Miscelando la luce colorata con i getti d’acqua della fontana e le varie sezioni in vetro delle colonne otteniamo l’aspetto magico che infatti offre ogni giorno a chi la contempla.

L’inizio della storia del Bosco della pioggia Riccione risale all’agosto del 2000, quando nasce come un richiamo alla pioggia e al fresco che porta con sé.

Per i giochi d’acqua la realizzazione è stata affidata alla S.A.T.A. e per i mosaici a Marco Santi della Cooperativa Mosaicisti di Ravenna.

Le reti da pesca che vanno a completare la fontana, da cui gocciola la pioggia, sono state preparate nelle Marche e lavorate  manualmente da Marchini Reti di Cattolica.

Insomma un bel mix di artisti, artigiani  che ci hanno lavorato alla sua realizzazione

Non dimenticarti, quindi, di fare un salto a cercare questa bella fontana e scattarti una bella foto ricordo davanti a questo monumento davvero suggestivo  e unico di Riccione!

La Storia del Castello degli Agolanti Riccione

Storia del Castello degli Agolanti Riccione

La Storia del Castello degli Agolanti Riccione

La fantastica Storia del Castello degli Agolanti Riccione, o Tomba,  inizia sicuramente dal significato del suo nome!

Il Castello degli Agolanti prende il nome dalla nobile famiglia fiorentina in esilio che lo fece edificare nella prima metà del XIV secolo, probabilmente su una costruzione preesistente.

Divenuti vassalli dei Malatesta, gli Agolanti furono per lungo tempo considerati signori del contado di Arcione.

(Riccione all’epoca era chiamata “Arcione”, scopri perchè nel nostro articolo sulla Storia di Riccione).

Da Pistoia, dove discendevano dai potenti Tedici di origine longobarda, si disseminarono in tutta Italia.

Costretti a fuggire si insediarono stabilmente a Rimini nel 1260, chiedendo protezione alle autorità del luogo.

L’unico loro edificio superstite è questo Castello, chiamato anche Tomba Bianca.

L’edificio viene descritto nei documenti dell’epoca come una pregevole costruzione fortificata.

La Storia del Castello degli Agolanti Riccione rimane legata agli Agolanti fino al XVIII secolo.

Molti autori riportano l’arrivo di questa prestigiosa famiglia nel riminese intorno alla fine del XIII secolo;

Con alterne vicende fu legata ai Malatesta e vari componenti di essa rivestirono importanti cariche in seno all’amministrazione locale.

A Riccione gli Agolanti non risiedettero in modo stabile, usarono il Castello come residenza di campagna per il controllo dell’attività agricola legata ai loro possedimenti o come luogo di villeggiatura e di rappresentanza.

Rosita Copioli in un suo intervento in “Studi Romagnoli” indica nel testamento di Cesare Agolanti, del 1415, la prima menzione di un Agolanti sul possesso della tomba.

Nel periodo del massimo splendore del la storia del castello degli agolanti riccione, nella metà del XVII secolo.

Il Castello di Riccione ben due volte ospitò la regina Cristina di Svezia in peregrinazione dalla residenza di Roma.

Il cronista riminese Ubaldo Antonio Marchi così descrive l’edificio nel 1743:

“Questo palazzo è uno delle belle fabbriche, anzi la migliore, che sia nel territorio del Rimino, perché oltre la sua ampiezza e nobiltà, è formato a guisa di castello con suoi torrioni alle quattro cantonate.

Colle muraglie al di fuori delle mura castellane, con una fossa non piccola d’intorno, in cui si suole far andar l’acqua co’suoi ponti levatoi.

L’abitabile è molto, e non ignobile con comodissimi sotterranei e necessarie officine”.

Recenti ricerche archeologiche non hanno rilevato la presenza del quarto torrione.

La Storia del Castello degli Agolanti

 

Fonti storiche che documentano la storia del castello degli agolanti riccione racconta l’esistenza di una chiesina e di un “camerino ad uso biblioteca” all’interno della Tomba Bianca.

Essa custodiva la raccolta di libri di famiglia, ritenuta cospicua, purtroppo andata perduta.

L’edificio costituì per l’importante posizione strategica un punto d’osservazione privilegiato, un avamposto, tanto che nel 1743 fu trasformato in quartier generale dell’esercito austriaco agli ordini del generale Lobkowitz.

Ancora nella metà del  Settecento sembra essere in buone condizioni.

Luigi Vendramin ci informa, nel suo saggio in Tracce di storia, che “si hanno notizie di vari restauri e rimaneggiamenti avvenuti nel tempo;

il bel palazzo, non più posseduto dagli Agolanti dall’inizio del XVIII secolo, per la morte di Alessandro, passò successivamente alle famiglie Bertola (o Bertolli), Pedrocchi di Brescia, Buonadrata ed altri ancora.

Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1786, venne, successivamente, in parte abbattuto e in parte adibito a casa colonica e tale rimase fino a quando, nel 1982.

Fu ceduto dai signori Verni di S. Giovanni in Marignano all’Amministrazione comunale di Riccione, ormai ridotto a misero rudere”.

L’Amministrazione comunale di Riccione ha effettuato un notevole intervento di ristrutturazione dell’edificio.

E’ poi tornato a nuova vita come contenitore culturale nel rispetto della sua valenza storica e ambientale.

Puoi visitarlo venendo ad alloggiare da noi al Riccione Beach Hotel! Il B&B Low Cost con ricca colazione fino alle 14:00.

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TREKKING IN EMILIA ROMAGNA

 

TREKKING IN EMILIA ROMAGNA

Quando la mattina vi svegliate al Riccione Beach Hotel e la giornata non è delle migliori per andare in spiaggia oppure lo è ma volete fare qualcosa di diverso organizzatevi per un bel trekking in Emilia Romagna !!!!

 La montagna – come dice l’alpinista e fotografo Guido Rey – è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte.

L Emilia Romagna offre parecchi spunti e territori ideali per fare un sano trekking approfittando anche delle proprie vacanze in questa regione. Accompagnati se vogliamo da guide Cai, iniziamo il nostro cammino in uno degli splendidi percorsi trekking in Romagna, tra le montagne della nostra Regione!

LE GUALCHIERE

Il punto di partenza dell’itinerario treekking in Emilia Romagna  del nostro viaggio è l’abitato di Bagno di Romagna, stazione termale molto conosciuta per il turismo termale dell’Appennino romagnolo 

Dall’ abitato ci si sposta verso Verghereto, al bivio per il Passo dei Mandrioli si gira a sinistra e dopo poco, in una grande curva a sinistra sotto ad un viadotto della superstrada, si incontra, sulla destra, un grande spiazzo qui potrete parcheggiare la macchina e iniziare il vostro percorso a piedi . A lato del parcheggio parte una strada in leggera discesa che porta al vecchio borgo delle Gualchiere.

L’ insediamento paleoindustriale delle Gualchiere, uno dei più interessanti ed intatti dell’Appennino tosco-romagnolo, lo troviamo sulla sponda sinistra del torrente che porta lo stesso nome  Savio, e lungo l’antica via di Passo Serra che già nel medioevo metteva in comunicazione la Romagna con la Toscana e Roma..

Una volta passato  il borgo, il sentiero continua a destra, permettendo di evitare i 6 guadi, in successione, del fosso delle Gualchiere. Vista la scardsa portata attuale, noi proseguiamo dritto per i guadi, per riprendere il sentiero prima del ponte, nei pressi della Maestà Balassini.  e da qui si  comincia a salire l’antica mulattiera.

 Il sentiero sale poi sui tornanti che, in parte, sfruttano la naturale pendenza delle rocce arenarie del Poggio Alto, quindi si giunge al Nasseto (m.897 slm).

I tornanti agevolano la salita ed i balzi di roccia offrono bellissimi panorami sulla valle sottostante. 

Seguire i percorsi trekking in Romagna significa anche vivere bellissimi momenti di relax  immersi nella natura incontaminata!

Partendo anche  da Rimini  o da Riccione si possono raggiungere facilmente in auto diversi percorsi  di trekking  in Emilia Romagna adatti sia ai principianti che ai più esperti per trascorrere giornate di trekking davvero uniche.

Ma vediamo nel dettaglio alcuni zone con percorsi di trekking presenti in Romagna e anche nelle vincine Marche.

ALTA VALCONCA

Partiamo dal sud della Romagna al confine con le Marche dove incontriamo la valle del Conca che prende il nome dal fiume Conca, corso d’acqua che nasce a 1.400 metri sul monte Carpegna e termina nel mare Adriatico tra Misano e Cattolica.

La valle del Conca è in Romagna luogo molto apprezzato dagli amanti del trekking con percorsi molto variegati che si snodano lungo le dolci colline tra le decine di borghi presenti a partire :da Morciano di Romagna.

Da ognuno di questi borghi medievali, come Saludecio, Mondaino, Montefiore, Gemmano, che si trovano tutti su  sommità di colline,  e da qui partono percorsi per praticare trekking che si fanno via via più difficile salendo di altitudine.

PARCO DEL MONTE SAN BARTOLO

Usciamo leggermente dalla Romagna e passiamo nelle Marche ove troviamo una zona davvero unica per le escursioni di trekking: il parco naturale del Monte San Bartolo.
Il Parco è favoloso per la particolare conformazione in parte rocciosa e a strapiombo sul mare, un luogo unico che regala una visuale mozzafiato e paesaggi incantevoli.

Si divide nettamente in due parti, quella appunto direttamente sul mare con una costa alta anche fino a 200 metri e quella interna dove si trovano diversi paesi (Gabicce Monte, Casteldimezzo, Fiorenzuola di Focara e Santa Marina alta), boschi e distese incontaminate.
Il Parco oltre che ideale per escursioni di trekking di vario livello, è luogo intriso di storia, dagli scavi archeologici di Colombarone dove si possono vedere i resti di una villa romana alle leggende dei vecchi porti e delle città scomparse.

MONTE CATRIA

Usciamo ancora  dalla Romagna per arrivare comunque ad un luogo facilmente raggiungibile da Rimini e molto apprezzata dagli appassionati di trekking: il Monte Catria.
Il  monte  Catria è la vetta maggiore dell’appennino umbro-marchigiano alto  1.701 metri e domina gran parte delle zone circostanti offrendo viste incredibili  e mozzafiato dalla sua cima .

Nelle giornate più limpide da qui si puo’  scorgere buona parte  di Italia centrale, dai Monti Sibillini ai monti Reatini fino al lago Trasimeno, i boschi umbri, le colline marchigiane e il mare Adriatico.

Il monte Catria fa parte inoltre  di un gruppo di monti che comprende anche il monte Acuto (1668 m s.l.m.), la vetta delle Balze degli Spicchi (1526 m s.l.m.), e il Corno del Catria (1185 m s.l.,m).
Su questi monti si trovano percorsi piuttosto selvaggi e di difficoltà variabile adatti ad appassionati di trekking di vario livello con la possibilità di godersi anche di una fauna e una flora ben rigogliosa. una bella  giornata in mezzo alla natura

GOLA DEL FURLO

Altra meta fuori dalla Romagna  ma piuttosto vicina  per un’escursione di trekking è la Gola del Furlo situata nel comune di Fermignano. La Gola prende il nome dalla sua particolare conformazione, un foro appunto che in latino ha questo significato.

Una conformazione davvero sorprendente, un “foro” maestoso scavato tra i monti Pietralata e Paganuccio dal fiume Candigliano.

Oltre all’aspetto per così dire scenografico, la zona del Furlo è meta ambita per escursioni poiché presenta numerosi percorsi di varia conformazione e difficoltà e una grande ricchezza sia di flora che di fauna; da segnalare in questo senso che la Gola è uno dei luoghi più frequentati dagli amanti del birdwatching per la presenza di specie che non è facile osservare altrove come l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale.

ALTO RUBICONE

Tornando in piena Romagna in una zona facilmente raggiungibile da Rimini ecco una meta per fare trekking piuttosto ricercata: i sentieri dell’alto Rubicone.

Qui si trovano tanti percorsi 16 i  in totale  per  quasi 160 km che si snodano nelle colline tra i Comuni di Sogliano al Rubicone, Roncofreddo, Mercato Saraceno, Sant’Agata Feltria, Talamello e Novafeltria.

Questi percorsi sono  ideali per il trekking ma anche per mountain-bike, un progetto davvero articolato nato da un’idea e da un grande lavoro svolto dal comune di Sogliano insieme all’associazione A-Team Bike School; un progetto che valorizza una zona naturale e che comprende ben tre vallate: Rubicone, Uso e Savio.

Visita il sito ufficiale: http://www.isentieridellaltorubicone.it/it/homepage/

FORESTE CASENTINESI

Altra zona ideale per trovare bei percorsi è il confine dove la Romagna incontra le Marche  e qui si trova un’altra meta di grande prestigio per gli appassionati di trekking, la zona di Bagno di Romagna, località che si trova a valle della catena appenninica che divide appunto la Romagna dalle Marche.
La valle, denominata del Savio per il nome del fiume che la attraversa, è snodo piuttosto importante essendo posizionato in una zona di grande passaggio dell’Italia Centrale dove scorrono arterie di comunicazione altamente trafficate.

Dal 1993 la zona è diventata ancor più importante con l’istituzione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un luogo dove la natura ha  un ruolo fondamentale, un paradiso di boschi e fauna che richiama migliaia di appassionati.

I sentieri si snodano lungo i crinali dei vicini monti e sono apprezzati per la loro grande varietà, per la possibilità di vedere animali e scorgere paesaggi davvero particolari, ma anche luoghi dove la storia ha lasciato il suo segno.

LE CASCATE DELL’ACQUACHETA

All’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sempre al confine tra Toscana ed Emilia Romagna diamo una menzione particolare per gli appassionati di trekking le Cascate dell’Acquacheta.

Raggiungibili sia dalla parte romagnola che da quella toscana  in genere si predilige la Romagna per la semplicità nel raggiungere il paese di partenza che è San Benedetto in Alpe.

Da San Benedetto parte il sentiero che costeggia il torrente e sale lungo il monte, prima in modo dolce poi più pendente anche attraverso il bosco per arrivare intorno ai 700 metri s.l.m. alla Cascata dell’Acquacheta, luogo davvero unico e suggestivo.

Il dettaglio del percorso: http://www.appenninoromagnolo.it/itinerari_trek/acquacheta.asp

NASSETO

Storicamente, del podere si trova notizia già nel 1500 ed è rimasto attivo e utilizzato fino agli anni ’60 del secolo scorso. Qui venivano portati all’alpeggio,, gli animali provenienti da altri pascoli. Un grande prato adibito al pascolo dove ancora oggi, d’estate, può capitare di vedere qualche mandria.

Il suo paesaggio, però, con il trascorrere del tempo sta mutando pian piano da semplice prato in bosco, per la presenza sempre più fitta di rovi e piante selvatiche.

L’intero podere è attraversato da una mulattiera affiancata da una doppia fila di aceri, cerri e carpini secolari: porta verso il Passo Serra, seguendo un percorso che anticamente praticavano i pellegrini diretti verso Roma.

Da qui  percorrendo un lungo e boscoso tratto di crinale lungo il quale si incontra  il Passo dei Mandrioli e Cima del Termine, ci dirigeremo verso il Poggiaccio, per poi ritornare alle Gualchiere scendendo il sentiero 185.

I percorsi trekking in Romagna sono l’occasione ideale per ritrovare la quiete e la serenità e per il vostro soggiorno potrete scegliere il Riccione Beach Hotel con il suo brunch dalle 8 alle 14,00, il parcheggio privato a pochi passi dal mare e da tutti i percorsi per escursionismo e trekking della Emilia Romagna, delle Marche e Toscana.

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COSA FARE IN AUTUNNO IN ROMAGNA VICINO A RICCIONE


cosa fare in autunno a riccione

 1- Cosa fare in Autunno a Riccione? – Esperienza in viaggio sulla via dei vini sangiovese and co.

State pensando a ”  cosa fare in autunno a Riccione ” ???

Se vieni in Romagna devi assolutamente seguire la  via del gusto lungo il cammino del Sangiovese e dei profumatissimi vini prodotti qui!

La Romagna rinomata come  terra dell’accoglienza e della cordialità, è attorniata da i piccoli e magici borghi medievali,popolata di gente bellissima che tramanda tradizioni e racconti.

E sono queste persone che con il tempo hanno fatto crescere questo straordinario prodotto tramandando tradizioni di generazione in generazione.

Settembre e ottobre sono il periodo  migliore sicuramente più suggestivo per visitare le vigne, portandosi dietro l’intera famiglia passando una giornata in pieno relax raccogliendo l’uva. 

Per info sulle winery della nostra zona chiedi direttamente al Riccione Beach Hotel www.riccionebeachhotel.com

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2 – Cosa fare in Autunno a Riccione? – Girovagare per l’appennino Immersi nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi

Se vieni appunto in autunno settembre è la stagione degli amori e  il mese in cui il cervo è al suo massimo sviluppo poiché inizia la stagione degli amori. 

Nella notte richiami d’amore dei cervi sembrano urla che non possono non impressionare per potenza e maestosità.

Avventurarsi nei boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi da metà settembre a metà ottobre significa assistere a questo spettacolo da vicino, ascoltando il bramito dei cervi e lo scontrarsi delle corna, guardandoli assolutamente senza disturbarli.

Sul sito del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi puoi trovare tutte le info a riguardo: https://www.parcoforestecasentinesi.it/ e troverai un sacco di cose da fare in autunno a Riccione.

 

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3 – Cosa fare in Autunno a Riccione? Ammirare i fenicotteri rosa

Questo meraviglioso spettacolo  lo si puo’ ammirare nel Parco del Delta del Po

In Romagna esiste infatti  questa nostra piccola nostrana  Camargue che sulla cartina troviamo segnata  come il Parco del Delta del Po.

Vi si possono ammirare i bellissimi fenicotteri rosa  immersi in un paesaggio che amanti di natura e animali non possono perdersi tra le esperienze da vivere!

Una vera e propria full immersion nella natura con la possibilità di visitare i siti naturalistici di questo luogo, riconosciuto nel 2015 come Riserva della Biosfera MaB UNESCO.

Qui  gli uccelli del Delta del Po costituiscono la più importante area ornitologica italiana e una delle più rilevanti d’Europa, un patrimonio di straordinario valore, con oltre 310 specie segnalate. 

Se volete delle info ecco qua  http://www.parcodeltapo.it/

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4- Cosa fare in Autunno a Riccione? – A cena nel capanno da pesca

I Capanni da pesca sono uno dei simboli del paesaggio emiliano-romagnolo che con le loro sagome colorate e inconfondibili sono guardiani instancabili delle nostre acque.

Per farvi scoprire questa realtà autentica, fatta di luci e colori, vi proponiamo alcuni itinerari perfetti come:

  • suggerimento per pescatori non professionisti
  • idea di viaggio per gli amanti del birdwatching
  • prossima meta per gli appassionati di fotografia

Scoprire i capanni da pesca è una proposta per tutte le stagioni.

La primavera, con le prime giornate miti, regala lo spettacolo del risveglio della natura.

L’estate arricchisce, con un sapore del tutto vintage, la vivace vacanza di spiaggia.

L’autunno offre un break rilassante, perfetto per il rientro alla quotidianità.

L’inverno, con la sospensione della pesca e lo smontaggio delle reti, è perfetto per chi cerca tranquillità e vuole entrare in contatto con le genti di questi luoghi.

Ma scoprire i capanni da pesca in Emilia Romagna è, sempre, anche un viaggio nel tempo, nelle tradizioni di pesca locali in una sorta di eco-museo all’aperto della tradizione abitativa delle zone umide dell’Emilia-Romagna.

Il capanno da pesca, detto anche “bilancione” è un tipico capanno da pesca con rete a bilancia utilizzato dai pescatori nelle zone costiere dell’Emilia Romagna.

Nel porto canale  di Cesenatico ne troviamo di favolosi  che sono diventati a pieno titolo una parte del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna.

Altrettanto belli sono quelli in provincia di Ravenna che entrano in simbiosi con il paesaggio del Parco del Delta del Po.

Immaginate di entrarci dentro e potere assaggiare  una cena di pesce appena pescato…

Non vi sembra una delle esperienze da vivere almeno una volta nella vita?

Per info www.riccionebeachhotel.com invia una richiesta

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RIMINI BEACH ARENA-eventi di musica e divertimento a Riccione

Special Guest straordInari provenienti da tutto il globo“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime..” questo è stato lo slogan di questo Rimini Beach Arena

Estate 2019  è stato l’ anno zero per un evento straordinario .Sulla spiaggia di confine tra Rimini e Riccione  e’ arrivato  Rimini Beach Arena,  in un’area di oltre 10 mila metri quadrati, in pena zona  Colonia Bolognese e vicinissima ( pochi passi a piedi) dal Riccione Beach Hotel finalmente un nuovo spazio suggestivo, con una programmazione musicale di primo piano.

La programmazione musicale di Rimini Beach Arena è iniziata il  20 luglio ed è terminata 17 agosto, con una line up caratterizzata dai live dei migliori artisti italiani urban e da una serie di dj protagonisti dei più importanti festival di musica elettronica

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Ci sono stati concerti e dj set all’ insegna della trasversalità, perfetti per un pubblico eterogeneo come quello che frequenta abitualmente la riviera romagnola: un progetto in linea con le più importanti manifestazioni europee ed internazionali, manifestazioni  nelle quali si abbatte ogni barriera di genere e soprattutto se ne consente la fruizione di giorno e di sera.
Rimini Beach Arena ha avuto  artisti in cartellone:

-Capoplaza, Dark Polo Gang e Gabry Ponte con il suo format  (sabato 20 luglio),

-Izi e Timmy Trumpet (sabato 27 luglio Rimini Beach Arena),

-Anastasio, Alok e Burak Yeter (sabato 3 agosto Rimini Beach Arena),

-Achille Lauro e Afrojack (sabato 10 agosto Rimini Beach Arena),

-Boomdabash e Steve Aoki (martedì 13 agosto Rimini Beach Arena),

-Don Diablo e Gigi D’Agostino (mercoledì 14 agosto Rimini Beach Arena)

-Random, una festa a caso (venerdì 16 agosto  Rimini Beach Arena).

Per Ferragosto la Rimini Beach Arena ha proposto  Circoloco, uno dei brand della musica elettronica più importanti al mondo, un  iconico party  degli ultimi vent’anni dei lunedì del Dc10 di Ibiza, con alcuni degli artisti internazionali più esclusivi della dance culture come Seth Troxler, Martinez Brothers, Peggy Gou, Jamie Jones and Joseph Capriati e con CIrco Loco ha fatto sold out.

Ma vediamo artista per artista ….

La Dark Polo Gang è un collettivo romano che ha esordito nel 2015 con il mixtape “Full Metal Dark”, subito divenuto fenomeno di culto; lo scorso anno hanno partecipato come giudici a StraFactor. Quattro rapper si conoscono fin dall’infanzia essendo cresciuti negli stessi quartieri (Rione Monti, Trastevere, Campo de’ Fiori) e iniziano a fare rap per puro divertimento.

Sarà solo Sick Luke a spingerli a produrre seriamente un primo album. Le  tematiche trattate sono il consumo di droga, i soldi e la passione per la moda, il tutto rappato con uno stile piuttosto naif che genera non poche critiche nei loro confronti. Le loro rime sono spesso approssimative, non vengono “chiuse” e il loro modo di atteggiarsi è aggressivo, più Drill che Gangsta ma ai giovani piacciono davvero tanto.

Vincitore dell’ultima edizione di X-Factor,trasmissione musicale seguitissima,  Anastasio si è imposto grazie ad uno stile capace di miscelare il rap con il cantautorato di culto; le date del suo tour sono andate tutte sold out, così come la sua performance al Concertone di maggio a Roma ha lasciato una sua impronta .

Nel 2019 partecipa al Festival di Sanremo come ospite, cantando l’inedito “Correre” . La canzone viene quindi pubblicata come singolo e come video-cortometraggio. A fine marzo parte il suo primo tour, “La fine del mondo” e ora qui al rimini Beach Arena

 

Capo Plaza, Luca D’Orso all’anagrafe, è un giovane rapper salernitano classe ’98. Pubblica su Youtube la sua prima traccia, “Sto Giù”, il 26 Febbraio 2013. Seguono molti altri brani e alcuni freestyle. Tra questi citiamo “Tutti i giorni”, con il featuring di Sfera Ebbasta, il cui video è uscito il 22 maggio del 2014 con la regia di Alessandro Raimo per la Raimo Production

.L’11 dicembre 2016 Capo Plaza annuncia il suo ingresso in Sto Records, l’etichetta di Ghali nonché una delle factory più interessanti della nuova scena trap italiana.

Gabriele “Gabry” Ponte) è un disc jockey, produttore discografico, conduttore radiofonico e opinionista televisivo italiano.
Nel 1993, a 20 anni, entra a far parte della BlissCo., che stava aprendo, e diventa dj producer. Comincia poi a lavorare in alcuni i locali di Torino e si sposta spesso anche in Liguria, Veneto e Friuli, dove diventa prima D.J. resident, poi direttore artistico e infine titolare di un locale della riviera adriatica.
Dopo alcuni anni di lavoro in studio, nel 1998 comincia la sua collaborazione con Maurizio Lobina e Jeffrey Jey (Gianfranco Randone), e così nascono gli Eiffel 65.
Nel 2002 pubblica il suo primo disco solista, GABRY PONTE; nel 2004 esce DR JEKYLL E MR. DJ e l’anno dopo annuncia la separazione dagli Eiffel 65, per seguire la carriera solista. Fra il 2001 e il 2017 fa uscire letteralmente decine di singoli, oltre a una serie di raccolte con remix e tre EP. Sempre di casa a Riccione e ora al rimini Beach Arena

Innovatore e precursore di nuove tendenze musicali, artistiche ed estetiche, Achille Lauro è stato tra i protagonisti della 69° edizione del Festival di Sanremo dove rea in gara con il brano “Rolls Royce”, che è stato certificato Oro (certificazioni diffuse da Fimi/GfK Italia)  .La passione per la musica gli è stata passata dal fratello, produttore del collettivo rap Quarto Blocco.

L’olandese Nick Van de Wall meglio noto come Afrojack, è il dj numero 8 al mondo nella Top 100 Djs Poll, classifica della rivista specializzata DJ Mag che ogni anno decreta i 100 migliori dj al mondo; è fidanzato con Elettra Lamborghini e sembrano destinati a convolare a nozze l’anno prossimo….beato lui .Nominato due volte ai Grammy Awards, L’album di debutto FORGET THE WORLD esce nel 2014 e ospita, fra gli altri, Sting, Snoop Dogg e Whiz Khalifa.”

Steve Aoki è uno dei dj più pagati al mondo in base all’annuale classifica stilata dal magazine statunitense Forbes: ha una media di 250 serate all’anno ed ha fondato la Aoki Foundation, per supportare la ricerca neurologica. I suoi non sono semplici dj set, ma veri e proprio show.  Steve è  quindi un disc jockey e produttore discografico statunitense di origini giapponesi, ed è  fondatore della Dim Mak Records A soli 20 anni, nel 1996, Aoki crea l’etichetta discografica Dim Mak Records, nome derivato da una delle mosse del suo eroe d’infanzia, Bruce Lee.

Gigi D’Agostino,  talvolta menzionato come Gigi Dag è un dj  e produttore discografico italiano . Autore principalmente di musica dance,  ha etichettato parte della sua produzione come “Lento violento” e altra come “Mediterranean progressive”, stile in cui verranno riconosciuti altri musicisti della scena Italo dance a cavallo fra gli anni 1990 e 2000.

Il 17 dicembre 2017 viene aperto un nuovo canale Youtube in cui Gigi d’Agostino, con il suo pseudonimo Lento Violento, inizia a pubblicare loop e brani inediti di canzoni già conosciute dai fans all’epoca del programma radiofonico “Il Cammino di Gigi D’Agostino”, ma che non aveva mai voluto pubblicare nelle raccolte e negli album precedenti.

Con il suo pseudonimo Lento Violento a marzo vengono rilasciati su tutti i principali store online alcuni nuovi singoli,

Don Diablo, il disc jockey olandese, che sin da teenager ha catturato l’interesse delle grandi Major come Sony, padre fondatore della Future House e remixer di artisti come Madonna, Ed Sheeran e Rihanna .E’  tuttora un produttore discografico di fama mondiale. Compone brani per film, spot pubblicitari e per altri cantanti. Essendo proprietario di ben due case discografiche, è spinto dall’associazione Dance4Life, che va a scoprire i nuovi talenti musicali.

Ed infine appunto Circoloco al Rimini Beach Arena   Circoloco è come il DC10 elevato all’ennesima potenza. Dagli umili inizi nel 1999, la festa del lunedì ed è diventata un rito di passaggio per chiunque ami il clubbing nella sua forma più pura.